A seguito dei gravi fatti avvenuti nel centro di Modena nella giornata di sabato 16 maggio, il Csv Terre Estensi e CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) – rispettivamente soggetto di coordinamento territoriale e promotore nazionale del titolo di Capitale italiana del volontariato, assegnato a Modena per il 2026 insieme al Comune di Modena e a una rete di enti del terzo settore del territorio – esprimono vicinanza alle persone ferite, alle loro famiglie e a tutta la comunità modenese profondamente colpita dall’accaduto.
“Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che colpisce profondamente tutta la comunità di Modena”, afferma Alberto Caldana, presidente del Csv Terre Estensi. “Di fronte a quanto accaduto, la risposta della città è stata immediata: nel giro di poco, si sono attivati servizi, istituzioni, volontari e cittadini. Il nostro ringraziamento va a tutto il personale sanitario, che opera in prima linea con grande professionalità e umanità. È un segnale importante, che testimonia la forza della nostra comunità e il valore concreto della solidarietà, proprio nell’anno in cui Modena è Capitale italiana del volontariato”. “È significativo anche che a fermare l’aggressore siano stati cittadini attivi e responsabili, persone che hanno saputo intervenire con senso civico e attenzione al bene collettivo, tra questi anche alcuni cittadini stranieri”, prosegue Caldana. “Per questo respingiamo ogni tentativo di strumentalizzare quanto accaduto: la priorità deve essere quella di rafforzare coesione sociale, inclusione e sostegno alle fragilità”.
Nel territorio provinciale modenese operano quotidianamente oltre 1.700 enti del terzo settore e circa 65mila volontarie e volontari impegnati quotidianamente in attività sociali, sanitarie, culturali e di prossimità. Tante associazioni sono impegnate sia nei percorsi di integrazione delle persone di origine straniera sia nell’ambito della salute mentale, attraverso attività fondamentali di supporto, inclusione e accompagnamento. Un contributo prezioso arriva inoltre da molti volontari con background migratorio, che mettono tempo, competenze ed energie al servizio dell’intera collettività. Anche il programma di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026 dedica ampio spazio ai temi dell’inclusione, della partecipazione civica e della cura delle fragilità, attraverso iniziative pubbliche, incontri e percorsi condivisi con associazioni, istituzioni e cittadinanza.
“In una vicenda così dolorosa, Modena ha mostrato anche il volto di una comunità capace di reagire insieme” – ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “È il segno di una rete civica che esiste e che si attiva, fatta di cittadini, associazioni e istituzioni che contribuiscono ogni giorno a costruire legami e fiducia nei territori. Il volontariato è anche questo: una presenza diffusa che rafforza la capacità delle comunità di rispondere in modo collettivo alle difficoltà”.

Modena Capitale italiana del volontariato: “La risposta immediata della comunità mostra il valore concreto della partecipazione e dell’inclusione”
18 Maggio 2026