A Modena il 5 e 6 settembre 2026 la prima Festa provinciale ANCeSCAO: due giorni di comunità aperti a tutta la città

Una festa nuova, pensata per portare nel cuore della città la ricchezza di esperienze, relazioni e partecipazione che ogni giorno anima i 33 centri sociali ANCeSCAO di Modena e provincia che contano in totale ben 11mila volontari.

Sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 piazza Matteotti a Modena ospiterà la prima Festa provinciale di ANCeSCAO – Associazione Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti, un appuntamento ideato in occasione di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, con il sostegno del Centro Servizi Volontariato Terre Estensi e il contributo di Conad (main sponsor) e Salumificio Ferrari Erio.

La Festa inaugura sabato 5 settembre alle ore 11.30 in piazza Matteotti alla presenza delle autorità cittadine, del Centro Servizi Volontariato e del Forum del Terzo Settore, e sarà una vetrina della vita dei centri ANCeSCAO della provincia di Modena, realtà che non sono semplicemente luoghi di ritrovo e socialità, ma veri e propri presìdi di comunità, capaci di contrastare l’isolamento, e offrire alle persone occasioni per partecipare attivamente alla vita collettiva.

Non sarà una festa riservata agli iscritti o agli anziani, ma un’occasione pensata per incontrare la città e raccontare da vicino che cosa significa oggi fare comunità attraverso i centri sociali.

Il programma delle due giornate intreccerà momenti di approfondimento, attività e occasioni di socialità. Al centro ci saranno temi come il valore sociale degli orti, anche in relazione all’alimentazione e ai disturbi alimentari, e il benessere nella terza età, affrontato nelle sue diverse dimensioni: salute, relazioni, socialità e partecipazione.

Tra gli appuntamenti in programma, sabato alle 15 la scrittrice Federica Frignani presenterà il libro “Prestami il suo nome”, mentre alle 17 si parlerà di erbe spontanee e del loro utilizzo con la dottoressa Paola Paltrinieri. Domenica alle 15.30 è previsto l’incontro “Le Palestre della Memoria, il perché di un successo” con la dottoressa Giuliana Bulgarelli; alle 16.30 la giornalista Laura Solieri modererà il confronto “La forza della rete diventa cura per persone con Anoressia e Bulimia”, con la partecipazione di professionisti dell’Ausl di Modena e di volontari dell’ANCeSCAO.

Accanto agli incontri non mancheranno le attività: esibizioni di ballo, sessioni di yoga e ginnastica dolce, pilates, pole dance, intrattenimento musicale, tornei di bigliardino, stand gastronomici e tanto altro.

Il sabato è previsto anche un pranzo di comunità, un momento pensato per sedersi allo stesso tavolo, conoscersi e condividere quella convivialità che rappresenta uno degli aspetti più autentici della vita dei centri. Tra i commensali ci saranno anche diversi sindaci del territorio e alcuni ospiti dell’associazione Porta Aperta. Il pranzo sarà preparato in particolare dal Centro Età Libera di Vignola e sarà impreziosito da una forma di Parmigiano Reggiano donata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.

«La scelta di organizzare per la prima volta una Festa provinciale nasce proprio dalla straordinaria occasione offerta da Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026: un anno nel quale valorizzare non soltanto il volontariato organizzato, ma tutte quelle esperienze diffuse di partecipazione, mutualità e cittadinanza attiva che contribuiscono quotidianamente alla coesione dei territori» commenta Paolo Ballotta, presidente ANCeSCAO di Modena e provincia.

La prima Festa provinciale vuole anche contribuire a superare l’idea che ANCeSCAO si rivolga esclusivamente alla popolazione anziana. «I centri parlano e vogliono parlare sempre di più anche ai giovani, alle famiglie e all’intera cittadinanza, diventando luoghi nei quali generazioni diverse possono incontrarsi, conoscersi e costruire insieme nuove forme di partecipazione» sottolinea Ballotta.

Ed è proprio questa dimensione intergenerazionale a legare profondamente la manifestazione allo spirito di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026: la partecipazione civica non appartiene a una specifica età della vita, ma può diventare un terreno comune sul quale esperienze, energie e competenze differenti si incontrano e producono comunità.