La Fondazione Hospice Modena dignità per la vita Cristina Pivetti, impegnata da anni nella realizzazione dell’hospice territoriale di Modena a Villa Montecuccoli insieme ad AUSL e comune di Modena, sta portando avanti anche iniziative di carattere culturale e formativo volte a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza delle cure palliative nel percorso di cura delle varie patologie croniche, in particolare nelle fasi di malattia non più suscettibili di trattamenti specifici.

Da 4 anni circa inoltre la Fondazione Hospice Modena ha organizzato un gruppo di volontariato, non sanitario, a sostegno delle cure palliative domiciliari.
Considerato il ruolo cruciale del Volontariato nella realizzazione e gestione dell’hospice, la necessità di una formazione continua dei volontari e il bisogno di diffondere nella comunità la conoscenza e la cultura delle cure palliative, la Fondazione Hospice Modena organizza una serie di incontri culturali rivolti a Volontari dell’ambito socio-sanitario, caregivers e popolazione in generale, con l’obiettivo principale di approfondire le delicate tematiche proprie delle fasi più avanzate di malattie a prognosi infausta.
Gli incontri (8 per il 2026), avranno durata di 90’ cadauno e si svolgeranno con l’intervento di 3 relatori di diversa competenza ed estrazione culturale e un moderatore in grado di favorire il coinvolgimento del pubblico alla Palazzina Pucci a Modena dalle 17.30 alle 19.
Verranno individuati relatori, oltre che della Fondazione Hospice Modena anche di altre associazioni di volontariato locale, della rete locale di cure palliative dell’AUSL di Modena e anche nell’ambito socio-culturale attinente le tematiche in oggetto.
30/03/26 – ore 17:00 – 19:00
La speranza che c’è e non c’è
Il doppio volto della malattia, la speranza che c’è riguarda la qualità della vita quotidiana, la ricerca di sollievo, il valore del tempo e la vicinanza dei propri cari.
La speranza che non c’è affronta la consapevolezza della fine, accetta il limite della medicina senza negare il valore della persona. In questo contesto importante ruolo delle cure palliative precoci o simultanee. Tematiche da affrontare con associazioni pazienti.
Presentazione del programma di incontri : Gabriele Luppi
Saluti istituzionali: Comune di Modena, AUSL e AOU di Modena, Hospice di Fiorano, San Possidonio e Baggiovara
Relatori : Simona Barbi, Gabriele Luppi, Paolo Vacondio
Moderatore : Luisa Draghetti
27/4/26 – ore 17:30 – 19:00
La spiritualità nella malattia
La malattia mette in discussione l’identità della persona. La spiritualità offre una prospettiva che supera il dato biologico e clinico.
La dimensione spirituale aiuta nella ricerca di senso. Il malato cerca una risposta al perché della sofferenza. Trovare un significato aiuta a sopportare meglio il dolore fisico.
Riduce il senso di isolamento tipico della patologia grave.
Relatori: Annamaria Marzi, Barbara Rubboli, don Gabriele Semprebon
Moderatore: Francesco Sala
21/5/26 – ore 17:30 – 19:00
Fino alla fine con dignità !
Esprimere le volontà sul fine vita richiede coraggio e chiarezza, questa riflessione permette di definire i propri valori e di comunicare le proprie volontà ai nostri cari.
Assenza di dolore, ambiente familiare o altro?
Sedazione terminale, suicidio assistito, eutanasia, termini su cui è necessario fare molta chiarezza
Relatori: Bonilauri Sofia Charis, Cecilia Pellicciari, Francesco Sala
Moderatore: Daniele Dini
18/6/26 – ore 17:30 – 19:00
Quando “non so più nulla”
Quando la memoria scompare e il linguaggio fallisce, la persona rimane presente attraverso il corpo e le emozioni. Le cure palliative intervengono qui per garantire che il fine vita sia privo di sofferenza inutile.
Le cure palliative in questi casi offrono una buona gestione dei sintomi: il dolore, l’agitazione e i disturbi del sonno, l’ansia.
Quando le parole mancano, la cura passa per il contatto fisico e lo sguardo.
Relatori: Simone Cernesi, Chiara Ricchi, Barbara Rubboli
Moderatore: Giuliana Bulgarelli
17/9/26 – ore 17:30 – 19:00
Il “povero” caregiver e il caregiver che non c’è
a) Il caregiver vive una condizione di isolamento e fatica estrema. Spesso trascura la propria salute per assistere il malato. Questa dedizione totale porta al burnout e alla depressione. Stanchezza cronica, isolamento sociale, senso di colpa, impoverimento per abbandono del posto di lavoro o riduzione dell’orario, questi sono alcuni dei problemi che un caregiver si trova ad affrontare.
b) L’assenza del caregiver crea un vuoto assistenziale pericoloso. Quando la rete familiare crolla o non esiste, il malato diventa estremamente vulnerabile. In questi casi, il sistema sanitario e la comunità devono intervenire prontamente. Quali strumenti abbiamo a disposizione?
Relatori: Giorgia Cocchi, Franchi Franca, Gjhizlane Zerqouni
Moderatore: Luisa Draghetti
15/10/26 – ore 17:30 – 19:00
Come vorrei essere curato quando “non c’è più niente da fare”
Pianificazione condivisa delle cure + DAT (disposizioni anticipate di trattamento)
Pensa a cosa conta davvero per te e per i tuoi cari. Quando la medicina non può guarire la malattia, puoi ancora scegliere come vivere il tempo rimasto. Rifletti sui tuoi desideri, scrivi le tue volontà, approfondisci gli strumenti giuridici. Pianifica le cure, esprimi chiaramente la tua posizione su questi punti. Cura l’ambiente, decidi chi vuoi accanto a te.
Piccoli dettagli possono trasformare l’esperienza del fine vita.
Relatori: Massimiliano Cruciani e altri relatori in corso di definizione
Moderatore: Giuliana Urbelli
12/11/26 – ore 17:30 – 19:00
Prepararsi al lutto?
Il lutto non inizia dopo la morte, ma si prepara durante il percorso della malattia. Rappresenta il desiderio di lasciare un ricordo sereno e di sollevare i tuoi cari dal peso dei sospesi. Condivisione delle volontà, parole dette in tempo. Il lutto migliore è soprattutto quello senza rimpianti.
Relatori: Francesca Barbi, Grete Pozzetti, Sarah Scandone
Moderatore: Marinella Nasi
10/12/26 – ore 17:00 – 19:00
ore 17:00 Tavola rotonda sullo stato di avanzamento dei 3 Hospice di Modena
ore 17:30 Quando non riesco più a mangiare
Quando la malattia avanza, la perdita di appetito e la difficoltà a deglutire sono tappe naturali. Il corpo cambia in modo da gestire l’energia e non richiede più lo stesso nutrimento.
Quando riconoscere il limite ? Nelle fasi terminali il malato non prova la fame che sentiamo noi. Il metabolismo rallenta e il corpo produce sostanze che riducono il senso di vuoto allo stomaco. Esiste un’alimentazione di conforto ?
Relatori: Massimiliano Cruciani, Cristina Poppi, Filippo Valoriani
Moderatore: Gabriele Luppi
