A Modena prosegue il nostro percorso per il Regolamento di Amministrazione Condivisa: presentata la bozza di documento agli enti del Terzo settore, sindacati e cooperative sociali. Il sindaco: “Passaggio importante nell’anno di Modena Capitale del volontariato”
È stata illustrata martedì 21 luglio, nella sala consiliare del Comune di Modena, la prima stesura del Regolamento di amministrazione condivisa, frutto del percorso partecipato iniziato il 10 febbraio scorso e tra i momenti centrali del programma di Modena Capitale Italiana del volontariato 2026.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Massimo Mezzetti, l’assessora a Volontariato e Terzo settore Alessandra Camporota e la vicesindaca Francesca Maletti; il portavoce del Forum del Terzo settore Ruggero Cavani e il presidente di Csv Terre Estensi Alberto Caldana. A illustrare il testo del Regolamento di amministrazione condivisa ad enti del Terzo settore, sindacati e cooperative sociali presenti, è stato l’avvocato Luciano Gallo dell’Associazione nazionale comuni italiani.
“Questo è un passaggio importante all’interno di un percorso cui teniamo in modo particolare perché si compie nell’anno in cui Modena è Capitale del volontariato”, ha detto il sindaco Massimo Mezzetti. “È importante tenere sempre presenti alcuni aspetti fondamentali ogni volta che parliamo di amministrazione condivisa: lungi dall’essere un disimpegno del Comune o una delega di funzioni al mondo del terzo settore e del volontariato, funzionerà solo se sarà veramente frutto di una costruzione condivisa con le energie della città.
In secondo luogo, l’amministrazione condivisa, per essere tale, necessità di un’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione attraverso un cambio di mentalità anche di chi lavora in Comune. Per questo sarà fondamentale il percorso di formazione congiunta fra il personale comunale e quello del terzo settore: sono mondi che devono conoscersi meglio per potersi incontrare e lavorare proficuamente insieme”.
Il percorso per la costruzione del Regolamento è, come detto, tra i momenti principali del programma di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026: il primo step – che ha coinvolto le associazioni di volontariato, promozione sociale ed enti del Terzo settore – ha previsto la costruzione di gruppi e sottogruppi per la sua stesura. Il percorso è proseguito con l’incontro del Comune con le centrali cooperative e con i sindacati. Il testo del Regolamento presentato ieri, insieme al materiale operativo, verrà inviato a tutti i protagonisti del percorso partecipato e sarà possibile proporre eventuali integrazioni o modifiche entro il 31 agosto. In settembre inizierà l’iter di approvazione del testo finale in Consiglio comunale, a cui seguirà la presentazione pubblica del Regolamento con un evento dedicato.
Il Regolamento diventerà, quindi, lo strumento per attivare percorsi di coprogrammazione su alcuni temi specifici e coprogettazione di servizi e attività che possano accrescere il benessere della comunità. È pensato per favorire l’ascolto del territorio, la fiducia reciproca tra ente pubblico, enti del Terzo settore e società civile, nonché la corresponsabilità nella lettura dei bisogni e nella progettazione degli interventi, ponendo al centro la persona e le comunità. Il testo vuole inoltre fornire una cornice uniforme per tutte le materie e gli assessorati dell’Ente, così da dare un quadro unitario all’esterno; allo stesso modo, pur muovendo da una definizione unitaria di Enti di Terzo settore, vuole valorizzare le peculiarità delle diverse realtà coinvolte. In particolare, di quelle a base associativa e volontaria da un lato, di quelle imprenditoriali dall’altro.
Infine, concorre al perseguimento delle finalità statutarie e degli indirizzi strategici dell’ente, promuovendo l’Amministrazione condivisa e l’attuazione a livello locale delle iniziative europee, statali e regionali in materia di innovazione sociale ed economia sociale.
Accanto ad esso ci sarà il Manuale operativo, che tradurrà i principi del Regolamento in procedure concrete, accompagnando gli uffici nell’applicazione degli strumenti previsti dal Codice del Terzo Settore e garantendo uniformità, semplicità e chiarezza. Previsto, inoltre, un percorso di formazione congiunta tra personale comunale ed enti del Terzo settore promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in linea con la legge regionale 3 del 2023.
L’iniziativa è costruita sulla base del Codice del Terzo settore, della legge regionale 3 del 2023 – che propongono modalità di rapportarsi tra enti pubblici ed enti del Terzo settore fondate sulla collaborazione – e dell’articolo 118 della Costituzione che, sulla base del principio di sussidiarietà, favorisce l’autonoma iniziativa di associazioni e cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale.
Il percorso avviato a Modena non è isolato, ma coerente con le iniziative assunte nella Regione da altri Enti locali e nell’intero Paese. L’obiettivo è approvare e applicare il Regolamento partendo dalla “comunanza di scopo” che l’Ente e gli enti del Terzo settore condividono rispetto ai bisogni della comunità cittadina.
